Necropoli e Acropoli

LA NECROPOLI PUNICA DI SULKY

La grande necropoli di Sant’Antioco è uno specchio della vita e della floridezza della città punica di Sulky tra il VI sec. e il III sec. a.C. Sono più di 50 le tombe sotterranee scavate nel settore di Is Pirixeddus, una piccola porzione della grande necropoli che doveva coprire una superficie di circa 10 ettari. Le camere ipogee, alle quali si accedeva attraverso un corridoio scalinato, accoglievano numerose salme, forse i membri di una medesima famiglia, inumate entro bare di legno, spesso dipinte di rosso o decorate con figure umane intagliate in rilievo.

L’impianto funerario rimase in uso anche durante il periodo romano: tombe alla cappuccina, tombe ad incinerazione o semplici fosse terragne costellavano la collina che dall’Acropoli raggiungeva, verso ovest, l’antico centro abitato. Le iscrizioni funerarie latine, oggi in buona parte visibili nel Museo Archeologico “Ferruccio Barreca”, rappresentano la memoria vivente dei cittadini della città romana di Sulci. Durante le fasi tardoantiche, nel IV e V sec. d.C., le antiche tombe puniche furono adattate alle nuove necessità della comunità cristiana, che elaborò delle vaste catacombe con arcosoli finemente decorati, ancora visibili all’interno delle tombe musealizzate.

L'ACROPOLI

L’area archeologica nota come Acropoli sorge sulla cima della collina di Is Pirixeddus, un alto luogo, non lontano del forte Su Pisu, che dominava sulla città antica e sull’antistante laguna. Le strutture e pavimenti in cocciopesto ornati con piccole tessere di colore bianco, scoperti negli anni Cinquanta dello scorso secolo e recentemente restaurati, rappresentano ciò che rimane di un tempio romano del tipo pseudo-periptero sine postico, sprovvisto del distintivo colonnato solo nella parte posteriore.

Costruito nel corso dell’epoca romano-repubblicana (II sec. a.C.), lo spazio templare rimase in uso durante buona parte dell’età imperiale così come traspare dal materiale ceramico rinvenuto durante gli scavi archeologici. All’area sacra si accedeva attraverso una rampa che partiva dal vicino anfiteatro romano e raggiungeva, occludendo una parte della necropoli punica, la sommità del colle; questa strada monumentale conduceva fino il tempio ed era ornata dalle due grandi statue di leone risalenti alla tarda età fenicia e che attualmente sono esposte al Museo Archeologico di Sant’Antioco.